B.B.
14 maggio 2026 14:31
«È una grande responsabilità, un grande onore e una grande emozione essere alla guida di un ente come la Fondazione Cariparo, che ha la capacità di erogare finanziamenti mirati al beneficio delle province di Padova e Rovigo». Con queste parole Rosario Rizzuto, neopresidente della Fondazione con sede a Palazzo del Monte, ha aperto il suo primo incontro con la stampa.Nel delineare le priorità del mandato, Rizzuto ha indicato una visione ampia: «Dobbiamo portare avanti azioni che coinvolgano innovazione, cultura, arte e salute, con l’obiettivo di aiutare il nostro territorio a vivere bene», ha spiegato il neoeletto, soffermandosi in particolare sul ruolo delle nuove generazioni. «È necessario agire perché le nostre comunità diventino attrattive per i ragazzi», ha aggiunto, sottolineando la necessità di creare opportunità professionali capaci di trattenere i giovani sul territorio, evitando che siano costretti a trasferirsi verso altre realtà industriali come Milano o Torino.Tra i temi centrali affrontati dal presidente anche quello dei finanziamenti erogati dalla Fondazione. Secondo Rizzuto sarà fondamentale sostenere le realtà più piccole, valorizzando le iniziative che nascono dal basso - «bisogna avere la capacità di cogliere i fiori che crescono spontaneamente» - ma anche concentrare investimenti rilevanti su alcuni progetti strategici.Rizzuto è poi tornato sulla sua elezione, arrivata martedì 12 maggio dopo quattro votazioni senza esito. «Dal punto di vista dell'ente stesso, avere più candidati è stato un bene, il confronto tra persone è una ricchezza», ha affermato, evidenziando il valore del dibattito interno al Consiglio generale, chiamato a scegliere la nuova guida.Durante la fase precedente al voto, non erano mancate le polemiche legate alla provenienza accademica dei tre candidati: oltre a Rizzuto, ex rettore del Bo, erano in corsa anche Cesare Dosi, professore ordinario di Scienza delle Finanze, e Andrea Rinaldo, titolare della cattedra di Ingegneria idraulica. «Non c'è nessun motivo per cui l'Ateneo debba prevalere sugli altri enti - ha risposto Rizzuto - non va considerata l'origine delle persone, ma le loro competenze. E dentro l'Università stessa coesistono profili molto diversi tra loro: in questo caso parliamo di un medico, un economista e un ingegnere».Guardando al lavoro dei predecessori Antonio Finotti e Gilberto Muraro, il presidente si è definito «in continuità con la loro visione», pur rimarcando la necessità di «saper cambiare strategia» qualora all’orizzonte dovessero profilarsi «delle nuvole nere, delle difficoltà».Sul fronte accademico, Rizzuto ha annunciato di aver presentato le dimissioni dal ruolo di direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, precisando però di voler mantenere la cattedra di Patologia Generale alla Scuola di Medicina. «Insegnare mi diverte e non toglierà un minuto del tempo che dedicherò alla Fondazione - spiega con un sorriso -. Una passione che, mi sento di dire con soddisfazione, ricambiata dall’entusiasmo degli studenti». Proprio i futuri camici bianchi, infatti, l'hanno invitato a partecipare alla Coppa dei Canali di Medicina, la tradizionale partita di calcio in programma martedì 19 maggio.








