Con una cerimonia il Politecnico di Bari ha salutato la fine del mandato del rettore Francesco Cupertino, dal 2019 alla guida del polo universitario tecnico lungo un percorso di crescita senza precedenti. Con il passaggio di consegne al nuovo rettore, Umberto Fratino, che entrerà ufficialmente in carica il prossimo 1° ottobre, si chiude un capitolo che ha profondamente trasformato l’identità e il ruolo del Politecnico, rendendolo un attore sempre più centrale nel panorama universitario nazionale e internazionale.
“Siamo partiti con l’idea che anche un piccolo ateneo del Sud potesse competere ad armi pari con le grandi istituzioni del Nord. Oggi possiamo dire che non solo era possibile, ma che lo abbiamo fatto”, ha detto Cupertino. A parlare sono i numeri. In dieci anni, le immatricolazioni sono cresciute del 54%, passando da 1.384 studenti nel 2014-15 a 2.134 nel 2024-25, in controtendenza con la parabola vissuta dagli altri due politecnici italiani – Milano e Torino – che hanno registrato crescite pressoché nulle o in lieve calo. Un risultato ancora più significativo se si considera che, nello stesso periodo, la popolazione giovanile in Puglia è diminuita del 10%.
“Non abbiamo soltanto invertito una tendenza negativa, abbiamo trasformato l’Ateneo in un punto di riferimento attrattivo per i giovani del territorio”, ha sottolineato il rettore uscente, rivendicando un cambiamento strutturale, non contingente. Il tasso di occupazione dei laureati magistrali a un anno dalla laurea è salito al 91% (era al 67,4% nel 2014), colmando gran parte del divario storico con gli atenei del Nord. Allo stesso tempo, i finanziamenti statali sono aumentati del 35% in sei anni, un riconoscimento esplicito della qualità della didattica, della ricerca e delle attività di terza missione.







