<p>Dopo quattro anni di calma piatta nelle exit del <strong>private equity</strong>, il <strong>2025</strong> ha segnato una forte inversione di tendenza, che rende gli investitori più sereni.

Secondo i dati del <strong>Pe Lab & Finanza per la Crescita</strong>, alla stabilità dei primi investimenti (309 nel 2025 e 292 nel 2024) si contrappone un salto del portafoglio fondi, alleggerito di ben <strong>150 società</strong>. </p> <p> </p> <p>Rispetto alle 99 exit del 2024, il balzo del 51% mostra ancora una volta la dinamicità ciclica di questo mercato.

La ragione sta nel lavoro di integration post merger che gli operatori hanno saputo gestire in logica di <strong>Buy & Build</strong>, portando le dimensioni e la profittabilità delle società in portafoglio a performance attraenti per i compratori. </p> <h2>La trasformazione del mercato italiano</h2> <p>I numeri parlano chiaro: dal 2023 si registrano <strong>1102 aggregazioni</strong> contro 866 investimenti iniziali, divario notevole cresciuto peraltro anno per anno.

La radiografia della trasformazione del mercato italiano, che cade nel ventesimo anniversario di ricerca del <strong>Pe Lab</strong>, mostra che, nonostante una crescita sensibile (+9,6%), dal 2006 il Pe ha attraversato situazioni non facili (<strong>Credit Crunch 2027</strong>, Debito sovrano 2011, Covid 2020, Inflazione e tensioni geopolitiche 2023), dimostrando capacità di adattamento e di reazione efficace. </p> <p> </p> <p>L’analisi del ventennio ha segnalato vari cambiamenti significativi: l’ingresso sul mercato di nuovi LPs istituzionali, l’introduzione degli <strong>Operating Partner</strong> (E&M 2014), nuovi modelli con i <strong>Club Deal</strong> (MF 2023) e con le holding di partecipazione a capitale paziente/flessibile, non ultimo il boom degli add-on e la consacrazione definitiva delle logiche di <strong>Buy&Build</strong>.