Da un lato le indicazioni per le forze dell'ordine, dall'altro il funzionamento del sistema di allerta del 118 e le procedure dei soccorritori. Si muove approfondendo questi due temi il lavoro di indagine che la Procura di Bologna sta portando avanti sul caso di Abderrahim Fakir, in attesa di un accertamento che sarà determinante, l'autopsia, che dovrà dire come e perché è morto il 42enne marocchino. L'incarico dovrebbe essere conferito domani ad un pool di specialisti.
Intanto gli investigatori della squadra mobile diretta da Guglielmo Battisti, coordinati dal procuratore Paolo Guido e dai pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, hanno acquisito altri video per ricostruire con completezza i fatti della mattina del 19 luglio in via Svevo. Non solo, quindi, i cinque minuti girati da un balcone, circolati fin da subito su web e social, e non solo la bodycam personale di uno dei due poliziotti coinvolti nell'azione di immobilizzazione di Fakir, ma altri filmati dei residenti e quelli delle telecamere di sorveglianza della zona.
Poi la Procura ha avviato un'istruttoria sulle linee guida del Viminale per le tecniche di contenimento in casi simili. E saranno eseguiti accertamenti sul sistema a monte e sul lavoro della centrale del 118, per esempio per capire perché in via Svevo è stata inviata un'ambulanza con soccorritori, senza medico, intervenuto solo quando è stata segnalata la perdita di conoscenza del 42enne, morto alla 12.53.











