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Matteo Castagnoli

La manifestazione organizzata vicino alla sede della Prefettura, dopo gli scontri avvenuti a Bologna. «Giustizia e verità anche per Ramy», il 19enne morto due anni fa in scooter mentre scappava dalle forze dell'ordine

«Giustizia e verità per Abderrahim Fakir. Contro repressione, razzismo padronale e omicidi di Stato», sono le parole del post-volantino con cui i centri sociali (come il Lambretta di Milano), militanti pro Palestina e della Global Sumud Flotilla della Lombardia hanno lanciato per il pomeriggio di martedì 21 luglio un presidio in largo 11 Settembre, a Milano, a due passi dalla prefettura meneghina dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto domenica mentre due poliziotti lo stavano bloccando a terra nel tentativo di «fascettargli» mani e piedi al Pilastro, quartiere popolare della periferia di Bologna.

Gli organizzatori della manifestazione a Milano - in piazza ci sono anche comitati di quartieri, sindacati, bandiere di Rifondazione Comunista e Potere al Popolo - rivendicano «giustizia e verità» anche per Ramy e Fares - i ragazzi in sella allo scooter che nel novembre 2024 scapparono e furono inseguiti per otto chilometri dai carabinieri prima che cadessero e Ramy, 19 anni, morisse - e per Abderrahim Mansouri, il pusher di origini marocchine ucciso a gennaio a Rogoredo dall’ex poliziotto Carmelo Cinturrino.