Centinaia di manifestanti si sono radunati oggi, 23 luglio, fuori da Montecitorio per protestare contro l'impunità che il decreto sicurezza e lo scudo penale rischiano di garantire agli agenti coinvolti nella morte di Abderrahim Fakir

Le proteste per la morte a Bologna di Abderrahim Fakir sono arrivate anche a Roma, fino a Montecitorio. Al grido di «verità e giustizia per Fakir», a radunarsi in piazza per la morte ingiusta del 42enne di origine marocchine, deceduto a Bologna durante un’operazione di fermo compiuta dalla polizia, sono stati gli esponenti di Potere al Popolo, Usb, Sanitari per Gaza e dei movimenti studenteschi OSA e Cambiare Rotta. Tutti uniti per protestare contro l’impunità dei due agenti coinvolti, protetti dallo scudo penale, ma anche per accusare la politica di complicità in un «assassinio di Stato».

Il grido della piazza contro il decreto sicurezza, lo scudo penale e per le dimissioni del ministro Piantedosi

«Abrogazione dello scudo penale, abolizione del decreto sicurezza e dimissioni del ministro Piantedosi». A chiederlo a gran voce sono stati gli esponenti di Potere al Popolo, a partire da Beatrice Gamberini, che ha parlato di un «assassinio di Stato», legittimato da un decreto sicurezza che garantisce, con il suo scudo penale, impunità ad agenti che si rendono responsabili della morte di un uomo. «Cittadini di Serie A, B e C», tuona ancora la piazza.