La figura del Safeguarding officerSegui Domani su Google21 luglio 2026 • 18:39Dal 2024 ogni società sportiva deve nominare un responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. Ma senza risorse, formazione e indipendenza la figura rischia di ridursi a un adempimento burocratico, mentre i dati raccontano un fenomeno ancora sommersoDi abusi e discriminazioni nello sport in Italia si parla quasi sempre come di fatti di cronaca: gli allenatori che abusano dei minori, gli scandali della ginnastica, le denunce delle atlete, i processi che arrivano sulle prime pagine dei giornali. Episodi raccontati come eccezioni, raramente inseriti nel loro contesto. Eppure quel contesto racconta un problema strutturale, alimentato dagli squilibri di potere che attraversano il mondo dello sport. Per provare a invertire questa tendenza, con i Vincenzo Corrado e Camilla ValerioGiornalista professionista classe 1987. Ha lavorato 15 anni nel Gruppo editoriale L'Espresso (poi diventato Gedi) e collabora con diverse testate nazionali, tra cui Ultimo uomo. Durante Milano-Cortina 2026 ha curato il live blog ufficiale dei Giochi per Olympics.com.
La tutela degli atleti è una chimera. Nello sport gli abusi sono sommersi
Dal 2024 ogni società sportiva deve nominare un responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. Ma senza risorse, formazione e indipendenza la figura rischia di ridursi a un adempimento burocratico, mentre i dati raccontano un fenomeno ancora sommerso














