Il nome di Pep Guardiola come prossimo Ct della Nazionale «farebbe bene all'umore», riconosce il ministro dello Sport Andrea Abodi, prima di entrare in Aula alla Camera, «ma da solo non basta, non risolve tutti i problemi». Per parlare di «grande colpo - dice Abodi - è necessario che il colpo produca effetti e che sia accompagnato dalle riforme di cui ha bisogno il sistema».

Il tempo passa e «tra un mese la Nazionale torna a giocare», ricorda il ministro dello Sport. Sottolinea quindi la necessità di stringere i tempi nella selezione del prossimo Ct, ma non vuole dare l'impressione di invadere il campo di Malagò. Comprende che le prime settimane del nuovo presidente della Federazione «sono necessarie a riorganizzare la macchina. Deve scegliere gli uomini che servono a cambiare la struttura». E ora il suo impegno, prosegue, «passa da una fase consociativa, necessaria all'elezione, alla fase più delicata, quella corporativa, in cui bisogna mettere tutti d'accordo sulla direzione in cui andare».

Proprio su questo, «con Malagò, nonostante ci sia stata in passato una diversità di idee, adesso ci sentiamo e ci vediamo per lavorare insieme e collaborare, come è giusto che sia». Spirito di squadra, dunque. «Chiunque sarà il Ct, lo tiferemo».