La legge per il contrasto per le liste d'attesa (entrata in vigore dal 1° agosto del 2024) comincia a dare i propri frutti. I dati I primi sei mesi del 2026 hanno registrato una tendenza positiva: le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato nei tempi di garanzia 1,6 milioni di visite mediche ed esami in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo quanto riportato dal bollettino dell'Agenas( Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali).
Migliorati anche i dati sulle prime visite svolte nei tempi, salito al 78,5% rispetto al 76,4% dello scorso anno, e il dato sugli esami diagnostici salito dal 82,8% al 84,6%. Le criticitàNonostante i buoni progressi fatti, rimangono alcune criticità legate alle attese. Sempre secondo Agenas infatti, nei primi sei mesi del 2026, due milioni e 811 mila italiani hanno dovuto attendere più del dovuto per una visita medica o un esame nel servizio sanitario. L'attesa è in genere minore per le visite contrassegnate come urgenti mentre può raggiungere oltre i 300 giorni per le prestazioni che in ricetta sono contrassegnate come P (programmate) e che andrebbero erogate entro 120 giorni. Oltre l'80% delle visite urgenti( da fare entro tre giorni) viene comunque smaltito in linea con i tempi. In alcune situazioni l'attesa può essere superiore variando dai quattro a oltre un mese. Anche per gli esami diagnostici, nonostante le migliorie evidenziate, rimangono alcune criticità da colmare. Per le prestazioni più urgenti( come colonscopie, l'elettromiografia e la risonanza magnetica dell'addome) si va oltre il termine dei tre giorni. Progressi e regressi Le liste d'attesa migliorano nella gran parte delle Regioni con i progressi più importanti che sono stati registrati in Liguria (+19,7% rispetto al 2025) e Lombardia (+9,5%), mentre gli arretramenti più marcati sono nella Provincia Autonoma di Trento (-8,4%) e in Sicilia (-7,5%). Per quel che riguarda i tempi di erogazione delle prime visite, le performance migliori sono quelle della Basilicata, dove il 98,9% delle visite viene fatto nei tempi di garanzia. Sul fronte degli esami diagnostici brusca frenata per l'Abruzzo (-10,8%).La giusta stradaRiguardo le liste d'attesa si è espresso il ministro della Salute Orazio Schillaci:«Credo che la strada che abbiamo intrapreso due anni fa con la legge sia quella giusta e abbiamo instaurato una sana competizione tra le Regioni. Riguardo ai dati positivi, non so dire se siano dovuti ai risultati del servizio pubblico o del privato accreditato. Non faccio distinzioni, perché per i cittadini l'importante è fare gli esami nei tempi stabiliti e non pagare il ticket se sono esenti o pagarlo quando lo devono pagare». Ha poi aggiunto:«Il dato che mi piace di meno è questa disuguaglianza nell'offerta e nella presa in carico dei pazienti tra Regione e Regione: su questo bisogna lavorare. Credo però che, finalmente, avere un metodo scientifico, che ho voluto fortemente, per misurare quello che avviene nella sanità pubblica e nelle liste di attesa sia importante perché abbiamo lo strumento che ci permette, se c'è la volontà, di migliorare».











