Guai in vista per Eni. La Procura di Milano con l’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Francesco De Tommasi ha depositato all’ufficio gup la richiesta di processo per Stefano Speroni, ex capo degli affari legali del Cane a sei zampe. Si tratta della seconda tranche della maxi inchiesta Equalize sui dossieraggi illegali. La nuova richiesta di processo per 74 soggetti si affianca a quella dello scorso aprile che riguardava i primi imputati, tra cui l’ex presidente di Fondazione Fiera Enrico Pazzali. Sempre lo scorso aprile, la Procura aveva notificato la seconda chiusura indagine per la quale oggi è stato chiesto il rinvio a giudizio.
Alcuni indagati sono stati stralciati in vista dei patteggiamenti. In molti sono rimasti. Tra questi lo stesso Speroni al quale i pm contestano tre capi d’imputazione e che riguardano tutti il dossieraggio dell’imprenditore calabrese e già fornitore di Eni Francesco Mazzagatti. Allo stato così Speroni risulta imputato per accesso abusivo a sistema informatico, calunnia e false dichiarazioni al difensore, reato questo condiviso con Annunziatino Romeo, ex pentito vicino alla ‘ndrangheta di Platì, oggi a processo con rito ordinario nel troncone di Equalize che riguarda una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Essendo poi Speroni figura apicale di Eni, i tre reati sono stati considerati dalla Procura il presupposto per iscrivere l’azienda secondo la legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti.











