A quasi due anni dall’esplosione dell’inchiesta sull’agenzia investigativa Equalize, la Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha depositato una maxi richiesta di rinvio a giudizio per 74 imputati nel filone incentrato sui cosiddetti “clienti”. Tra le persone coinvolte figurano l’ex titolare dell’agenzia Enrico Pazzali, l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, il banchiere Matteo Arpe, Leonardo Maria Del Vecchio, Giacomo Tortu e Stefano Speroni, direttore affari legali di Eni. L’indagine, coordinata dai pm Eugenio Fusco, Francesco De Tommasi e dai magistrati della Dna Antonello Ardituro e Barbara Sargenti con il supporto del Ros dei Carabinieri, ha fatto emergere un imponente mercato parallelo di dossieraggi e accessi abusivi alle banche dati strategiche dello Stato.
Manager, banchieri e volti noti: i clienti
Il secondo filone d’indagine accende i riflettori su una fitta rete di committenti e su una “molteplicità di società” in tutta Italia che si scambiavano informazioni riservate. Tra i 74 imputati compaiono manager di primo piano appartenenti a multinazionali e grandi aziende come Erg, Heineken e Barilla. Il quadro accusatorio, che conta 102 imputazioni in questo troncone, delinea un sistema in cui i report illeciti venivano commissionati per molteplici scopi, sfruttando operatori infedeli delle forze dell’ordine capaci di estrarre dati sensibili in cambio di poche centinaia di euro.










