Milano, 21 luglio 2026 – Rischiano il processo 74 degli 81 indagati destinatari dell'avviso di chiusura delle indagini preliminari notificato lo scorso aprile nell'ambito dell'inchiesta legata all'agenzia di investigazioni Equalize. La Procura di Milano, i pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi, coordinati dal procuratore Marcello Viola, ha chiesto il rinvio a giudizio per oltre 70 persone tra cui Enrico Pazzali, ex titolare dell'agenzia investigativa, l'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, ma anche Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, il banchiere Matteo Arpe e Stefano Speroni, direttore affari legali Eni. Ma anche manager di multinazionali e vari avvocati di diversi studi legali internazionali. Sono 832 le persone offese, presunte vittime di spionaggi, tra cui Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri, Paolo Scaroni.
Cinque posizioni, tra cui quella dell'ex vicepresidente di Sea Pierfrancesco Barletta, sono state stralciate in vista di possibili patteggiamenti. Gli atti relativi al generale della GdF, Cosimo Di Gesù, indagato per aver fatto fare dei presunti controlli abusivi su richiesta di Pazzali, sono stati trasmessi alla procura di Roma per una questione di competenza territoriale. Ad aprile i pm milanesi con i colleghi applicati della Pna avevano già chiesto il processo per Pazzali e altri personaggi (tecnici informatici e appartenenti alle forze dell'ordine) accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati informatici come l'accesso abusivo a banche dati sensibili come lo Sdi, Serpico, Punto Fisco.










