E così a oltre un anno e mezzo dal primo blitz sulla banda di spioni che si celava dietro la società milanese Equalize, ora una ventina, tra multinazionali, società di stato e studi legali internazionali sono finiti indagati a causa dei loro stessi dirigenti che al gruppetto di via Pattari, coordinato anche dall’ex presidente della Fondazione Fiera Enrico Pazzali, negli anni hanno commissionato dossier e intercettazioni illegali. L’elenco messo insieme dai pm milanesi Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi non solo è lungo ma impressiona per la qualità delle società coinvolte in relazione alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti. L’avviso di garanzia tra ieri e oggi è stato notificato così a Luxottica ed Eni, ma anche ad Erg, Heineken, Barilla, Numer1 e lo studio internazionale Dentons che spesso nella maxi inchiesta della Procura coordinata da Marcello Viola ha avuto tra i suoi clienti la stessa Eni e un colosso della logistica come Brt. Oltre a queste è stato notificato l’avviso di garanzia alla stessa Equalize il cui unico socio rimasto è lo stesso Pazzali, alla Mercury dell’hacker Samuele Sam Calamucci, tra le figure apicali dell’organizzazione e che da oltre un anno sta collaborando con gli inquirenti che hanno potuto via via testare la sua assoluta credibilità. C’è poi anche la società Fenice dell’imprenditore romano Lorenzo Sbraccia, a sua volta indagato per accesso abusivo a sistema informatico e per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso in un filone parallelo oggi a processo con rito ordinario.
Caso Equalize: indagate Eni, Luxottica, Barilla e lo studio Dentons
Venti tra multinazionali e studi legali indagati per la legge 231: ecco chi ha commissionato dossier illegali a Equalize








