La procura di Milano ha notificato un’informazione di garanzia a una ventina di realtà, tra società e studi legali internazionali, coinvolte nella maxi inchiesta che ruota attorno all’agenzia investigativa Equalize, la presunta centrale milanese degli spioni. Le principali aziende sono Eni, Erg, Barilla, Heineken e Luxottica. L’ipotesi contestata dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi è la violazione dell’articolo 24 bis della legge 231/01 sulla responsabilità amministrativa degli enti. In sostanza, si accusano le multinazionali di non aver previsto nei propri modelli organizzativi dei presidi idonei a impedire la commissione di reati informatici dai propri manager e dipendenti. Ogni provvedimento contiene anche il cosiddetto reato presupposto contenuto nell’avviso di chiusura delle indagini preliminari emesso lo scorso 8 aprile nei confronti di 81 indagati che avrebbero commesso, a vario titolo, oltre cento reati. Per quanto riguarda Eni si contesta la presunta calunnia commessa dall’avvocato Stefano Speroni, responsabile interno degli affari legali del colosso energetico, attraverso un report reputazione richiesto ad Equalize che sarebbe servito per screditare la figura dell’imprenditore Francesco Mazzagatti. Ci sono poi le attività di spionaggio interno che manager di Erg e di Heineken avrebbero affidato, tramite l’ex superpoliziotto Carmine Gallo e Samuele Nunzio Calamucci, per controllare l’attività dei rispettivi sottoposti. C’è il caso di Barilla che aveva chiesto a quelli di Equalize di verificare le chiamate di due dipendenti per scovare una presunta talpa interna che aveva dato una notizia a un giornalista finanziario. Luxottica viene tirata in ballo per le contestazioni fatte a Leonardo Maria Del Vecchio per i controlli illeciti a una ex fidanzata e gli accertamenti patrimoniali sui familiari nella contesa sulla divisione dell'eredità del padre. Con l’informazione di garanzia ai carabinieri del Ros è stato delegato anche di acquisire il modelli organizzativi interni delle singole aziende.