Roma – La fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo nel 2025, “ma costa di più mangiare in modo sano e restano gravi disuguaglianze regionali”, sottolinea subito Federica Diamanti, vice presidente associata per le relazioni esterne dell’IFAD, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, Agenzia delle Nazioni Unite e istituzione finanziaria internazionale. Il risultato illustrato in un dossier dettagliato dell’organismo ONU dimostra dunque, con i numeri, che i progressi sono possibili. Ma i miglioramenti restano fragili e distribuiti in modo diseguale, oltre che insufficienti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030. Lo si sottolinea più volte nel rapporto The State of Food Security and Nutrition in the World 2026 (SOFI 2026), il dossier pubblicato oggi da cinque agenzie specializzate delle Nazioni Unite: FAO, IFAD, UNICEF, PAM-WFP, OMS-WHO
Restano quei 645 milioni di persone colpite dalla fame nel 2025. Secondo l’analisi, nel 2025 il 7,8 per cento della popolazione mondiale ha sofferto la fame, in calo rispetto all'8,1 per cento del 2024 e all'8,6 per cento del 2022, a conferma di un miglioramento costante, seppur lento. Ciò significa che circa 645 milioni di persone sono state colpite dalla fame nel 2025, con una riduzione di quasi 14 milioni rispetto al 2024 e di 43 milioni rispetto al 2022.











