Prima seduta sulla legge elettorale, appena incardinata, al Senato ed è già scontro tra maggioranza e opposizioni.

Il senatore del partito democratico Andrea Giorgis, al termine della seduta della commissione Affari costituzionali, stigmatizza «l'ennesima forzatura da parte della maggioranza che ha deciso di chiudere e di ridurre le audizioni rispetto alle 72 della Camera a 26.

La maggioranza ha votato e imposto» questo numero.

«Su una legge così importante, che è solo formalmente ordinaria, ma è sostanzialmente costituzionale, assistere a questa arroganza politica, a questa forzatura è un colpo alla democrazia, anche a quella parlamentare».

«Il testo è stato riscritto dal passaggio dalla Camera al Senato, il testo sul quale vennero svolte le audizioni alla Camera è profondamente cambiato, ci sono sette questioni nuove che meriterebbero un approfondimento, la risposta è stata che bisogna fare in fretta, accelerare i tempi, non si capisce perché non si voglia discutere di una legge così decisiva per un buon funzionamento della democrazia, per altro una legge che presenta numerosi dubbi di legittimità», aggiunge il capogruppo dem in Prima, che poi spiega che è stato «il governo a intervenire» e dire di fare in fretta.