Ex castelli catari, il cambio di nome divide la regione

Milano, 21 lug. (askanews) – Sono arroccate su speroni di roccia, tra Aude e Ariège, nel sud della Francia. Montségur, Peyrepertuse, Quéribus e altre fortificazioni medievali sperano di entrare nel Patrimonio mondiale dell’Unesco. Per anni sono state conosciute come “castelli catari”. Oggi la candidatura le presenta con un altro nome: Fortezze reali del Languedoc. Una scelta storica, ma anche politica, che nella regione ha aperto una discussione.

Fabrice Chambon, guida al castello di Montségur: “Il fatto di parlare prima di fortezze reali e non di siti catari ha naturalmente colpito molte persone. Alcuni si sono lamentati, dicendo che si voleva cancellare il catarismo. In realtà non è affatto così, perché qui a Montségur, e lo stesso vale per gli altri siti, parleremo sempre di quel periodo fondamentale che è il catarismo, che resterà per sempre inciso nella storia del nostro Paese”.

Il punto è che le comunità catare ci furono, e in alcuni casi trovarono rifugio in questi luoghi. Ma le fortezze visibili oggi furono ricostruite dall’autorità reale dopo la crociata contro gli Albigesi.

David Maso, della Missione Patrimonio mondiale: “Ci furono effettivamente qui a Peyrepertuse, come altrove, comunità catare che si stabilirono e talvolta si rifugiarono sotto la pressione dell’Inquisizione. Ma i luoghi in cui queste persone vissero sono scomparsi. Furono rasi al suolo dall’autorità reale e sostituiti dalle fortezze che vediamo oggi”.