Arroccate su spettacolari speroni di roccia tra i dipartimenti dell'Aude e dell'Ariège, nel sud della Francia, le celebre fortezze medievali di Montségur, Peyrepertuse, Quéribus e altri siti storici sono in corsa per entrare nel Patrimonio mondiale dell'Unesco. La candidatura, però, ha acceso un dibattito: per anni conosciute come «castelli catari», oggi vengono presentate con una nuova denominazione, «Fortezze reali del Languedoc», una scelta che intreccia storia, identità e politica.

La questione della denominazione

Per decenni questi monumenti sono stati identificati come «castelli catari». Oggi, invece, il dossier di candidatura all'Unesco li definisce «Fortezze reali del Languedoc». Una modifica che ha suscitato un acceso confronto nella regione, dove molti temono che il nuovo nome possa ridimensionare il legame con la storia del catarismo.

Fabrice Chambon, guida del castello di Montségur, spiega: «Il fatto di parlare prima di fortezze reali e non di siti catari ha naturalmente colpito molte persone. Alcuni si sono lamentati, dicendo che si voleva cancellare il catarismo. In realtà non è affatto così, perché qui a Montségur, e lo stesso vale per gli altri siti, parleremo sempre di quel periodo fondamentale che è il catarismo, che resterà per sempre inciso nella storia del nostro Paese».