Da arcipelago nero ad arcipelago verde. Da polo minerario di carbone a polo creativo e sostenibile. Destinazione Lens, città del dipartimento del Pas-de-Calais, nella regione Hauts-de-France, a 35 km a sud-ovest di Lille e a un’ora da Parigi, nota agli italiani soprattutto per la premiata squadra di calcio, che ospita, invece, ben altro ancora, in un crocevia di attrazioni, emozioni, progetti e tradizioni. Inaspettati. Proprio a Lens, infatti, che accoglie il visitatore in un adorabile scenario Art Déco fin dall’arrivo in stazione (inaugurata nel 1927 è oggi l’unica stazione in stile Déco della regione Hauts-de-France, a forma di una locomotiva a vapore: la torre dell’orologio, alta 23 metri, richiama la ciminiera, mentre le pensiline arrotondate della parte centrale suggeriscono le ruote.
All’interno, quattro mosaici di ispirazione cubista, opera del maestro vetraio e mosaicista Auguste Labouret, illustrano i temi della ferrovia, della miniera e della modernità), negli ultimi 15 anni circa e dopo la chiusura delle miniere di carbone (a favore dell’elettricità) sono nate due realtà che da sole valgono la visita e il racconto: l’altro Louvre, ovvero il Louvre-Lens, il museo nato nel 2012 dalla rigenerazione dell’area mineraria, progettata dagli architetti giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa (studio Sanaa): una struttura avveniristica di vetro e acciaio immersa in un parco di 20 ettari diventato uno dei poli museali più sorprendente d’Europa, seguendo l’esempio della Tate Gallery di Liverpool e del Guggenheim Museum di Bilbao.






