L'Italia è l'unico Paese, tra quelli monitorati dal Tracker dell'European Environmental Bureau (Eeb), in cui non è prevista alcuna consultazione pubblica sul recepimento della Direttiva europea sulla qualità dell'aria. Eppure, sono proprio gli italiani i cittadini europei a morire e ad ammalarsi di più a causa della cattiva qualità dell'aria: ma senza voce in capitolo.

Cittadini per l'aria e European Environmental Bureau, Clean Cities Campaign, con ISDE Italia - Associazione Medici per l'Ambiente, Kyoto Club, Legambiente, Transport & Environment e Torino Respira chiedono al Governo di attivare subito un processo di consultazione pubblica sugli strumenti di recepimento della Direttiva, di pubblicare un cronoprogramma verificabile, e di usare questa fase per fissare obiettivi nazionali più ambiziosi dei minimi europei - superando il vincolo, previsto dall'art. 32 della legge 234/2012, che impedisce di regola ai decreti di recepimento di andare oltre i livelli minimi richiesti dalle direttive Ue. Ricordiamo che la consultazione pubblica è la fase in cui il governo pubblica lo schema di decreto che recepisce una direttiva e raccoglie osservazioni da cittadini, associazioni ed esperti prima di renderlo definitivo.