La manifattura italiana, seconda in Europa per dimensioni, potrebbe azzerare il divario di costo che oggi la separa dalla Cina se investisse nelle tecnologie di automazione che permettono di trasformare le attuali fabbriche in fabbriche del futuro. È quanto emerge dal nuovo studio del BCG Institute, l’istituto di ricerca di Boston Consulting Group, dal titolo “How the Factory of the Future Is Reshaping the Economics of Manufacturing Competitiveness”. Secondo l’analisi la Fabbrica del Futuro, ovvero la combinazione integrata di intelligenza artificiale, automazione avanzata e sistemi agentici, può cambiare in modo strutturale l’equazione dei costi produttivi: in alcuni comparti aggiornare gli impianti esistenti risulta oggi già più conveniente che delocalizzare.