Il crowdinvesting in Italia sta attraversando un momento di difficoltà senza che si intravedano segnali di ripresa: i volumi di raccolta, già in netto calo tra luglio 2024 e giugno 2025 (-14%, che si andava a sommare al -5,3% dell’anno precedente), a giugno 2026 sono tornati ai valori del 2020, l’anno del Covid. Al netto deterioramento del secondo semestre 2025, infatti, si sono aggiunti i risultati ancora peggiori della prima metà del 2026: tra luglio 2025 e giugno 2026 la raccolta ha raggiunto appena 164,19 milioni di euro, pari a -36,8% rispetto ai 259,75 milioni dei 12 mesi precedenti. Anche le piattaforme autorizzate in base al Regolamento ECSP (European Crowdfunding Service Providers) sono oggi 37 contro le 42 dell’anno scorso, e ancora meno risultano quelle attive: solo 30 hanno pubblicato almeno una campagna negli ultimi 12 mesi.