<p>Prove di maturità per il<strong> venture capital</strong> in <strong>Italia</strong>.
Con meno round chiusi nel <strong>primo semestre 2026</strong> ma di peso maggiore, il sistema italiano cerca di crescere di dimensione.
Lo rilevano i dati dell’<strong>Osservatorio Venture Capital Monitor </strong>(Vem) promosso da Aifi presso l’università Liuc con il sostegno di Intesa Sanpaolo Innovation Center, Kpmg, Cdp Venture Capital, e Iban (l’assocazione dei business angel italiani). </p> <p> </p> <p> </p> <p>Tra gennaio e giugno 2026 in Italia ci sono stati<strong> 117 round </strong>di venture capital (-20%) per un ammontare investito di <strong>679 milioni (+37%). </strong> </p> <p>«Vediamo un buon mercato che finalmente si sta collegando a livello di ecosistema, è una buona base per il futuro del sistema Italia», sottolinea <strong>Anna Gervasoni,</strong> direttrice generale di Aifi e rettrice dell’università Liuc. </p> <h2><strong>I numeri del primo semestre 2026</strong></h2> <p>La crescita dell’ammontare investito si deve soprattutto a un aumento dei deal tra 20 e 60 milioni, tra cui il round da 58 milioni di dollari di<strong> We Road</strong> e quello da 50 milioni di euro di <strong>Lexroom</strong>.







