Il mercato del Venture Capital in Italia continua a crescere: anche nel 2025 P101 (uno dei principali gestori di fondi del settore) registra un aumento del 17% degli investimenti, che salgono a 1,4 miliardi di euro, per un totale di oltre 10 miliardi investiti in start up negli ultimi 10 anni, di cui 7,5 miliardi sono negli ultimi cinque.
Un dato in controtendenza rispetto al mercato europeo (-3%), che si attesta a 60 miliardi, mentre quello statunitense balza del 44% e raggiunge i 285 miliardi, si legge nella decima edizione del Report «State of Italian VC», l’analisi di P101 sull’evoluzione dell’industria dell’innovazione italiana.
Il consolidamento di un ecosistema
Ma più che sui numeri, che tratteggiano indubbiamente una traiettoria di costante crescita e affermazione di questo sistema, è su quanto numeri ci raccontano in termini di qualità del sistema che mette l’accento Andrea Di Camillo, fondatore e managing partner di P101. «Quando noi siamo partiti, nel 2013, si faceva fatica a trovare commercialisti o notai che sapessero come gestire operazioni e attività legate al Venture Capital e alle satrt up. Oggi in Italia esiste un ecosistema strutturato e riconosciuto che supporta l’innovazione: c’è la formazione nelle università, ci sono i professionisti, c’è il capitale, in varie forme». Ci sono anche nuove aspirazioni nei giovani, che sempre più spesso vogliono dare vita a nuove imprese e che oggi possono trovare diversi strumenti per farlo. «Oggi aprire una start up è un’opzione - aggiunge Di Camillo -. Questo è il punto in cui siamo, un buon punto direi, e da qui non torneremo indietro».







