Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPotrebbe diventare il leit motiv dell’estate politica: il rimpasto. C’è chi addirittura ha già indicato una data, il 22 ottobre, giorno in cui Giorgia Meloni festeggerà l’anniversario della formazione del governo (22 ottobre 2022) dopo avere superato (il 4 settembre) la durata del Berlusconi II, e quindi il suo sarà il governo più longevo della storia della Repubblica.
Un primato che non sarebbe inficiato da un rimpasto, il quale per altro si inserisce in un tourbillon di ipotesi: inevitabile per lo sprint finale del governo in vista delle elezioni del prossimo anno, sconsigliabile per evitare tensioni e liti in una maggioranza che dà segnali di scollamento, non rimpasto ma semplice rimpastino ovvero solo poche e mirate new entry.
Le sfide della maggioranza e il cambio di marcia
Dopo l’inciampo del referendum sulla giustizia e quello recente sulle preferenze con una parte del centrodestra che ha votato contro il proprio governo, oltre all’incognita di una legge elettorale dal cammino tormentato e che potrebbe essere costretta a passare sotto le forche caudine della Corte Costituzionale, la presidente del Consiglio ha, per la prima volta, accennato alla necessità di un cambio di marcia, senza però esplicitare la questione del rimpasto ma esprimendo una semplice sollecitazione ai propri ministri e anche ai suoi due vice sempre più in dissonanza tra loro.













