Un «buon clima», pre-vacanziero. Con l'impegno di cominciare, a settembre, a segnalare le proposte dei singoli partiti per la legge elettorale. Se questa, raccontano, è la cornice in cui, a casa sua, Giorgia Meloni ha salutato i suoi alleati prima di concedersi qualche giorno di riposo - primo appuntamento pubblico, a ora, il 21 agosto, per l'inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo a Taranto.Matteo Salvini ha pensato di non perdere tempo, e ha rilanciato subito una delle «priorità» della Lega, quella di recuperare risorse dalle banche. Proprio quello che Forza Italia non farebbe mai, contro cui si è opposta, anche ruvidamente, ogni volta che si è parlato di extraprofitti degli istituti di credito. E che ha respinto sulla scia del «mai nuove tasse», ricordano dal partito, anche all’ultimo vertice a Palazzo Chigi, prima che si decidesse di optare per il taglio ai ministeri per prorogare la riduzione delle accise sul gasolio. Una questione, già chiarita e archiviata, per gli azzurri. E che anche dai meloniani non troverebbe troppa sponda, sia perché già questa leva è stata azionata (rischiando pure, osserva qualcuno, di incorrere in sanzioni europee). Sia perché, se si dovesse davvero riuscire a centrare l’uscita dalla procedura di infrazione, il mix con l'attivazione della clausola di flessibilità europea su energia e difesa potrebbe liberare risorse che non renderebbe necessario ricorrere a simili strumenti. In ogni caso se ne riparlerà a settembre. Ma il leader leghista intanto insiste sulla necessità di chiedere soldi alle banche. A casa della premier «abbiamo parlato delle scadenze, di cosa fare anche ora ad agosto e di come approcciare la prossima legge di Bilancio», dice il vicepremier, ripetendo che «gli istituti di credito stanno facendo guadagni come mai» e «solo le prime due banche italiane, Intesa e Unicredit, nel primo semestre di quest’anno hanno fatto più di 12 miliardi di euro».Parte di questi «arrivano dai conti correnti degli italiani» e potrebbero essere «reinvestiti aiutando le famiglie e le imprese in difficoltà». Non si tratterebbe di «una nuova tassa», è il ragionamento che fa Salvini in tv precisando di non parlare comunque, «a nome degli alleati». La Lega peraltro sta organizzando a inizio settembre a Roma una due giorni in salsa economica, proprio per preparare le sue proposte per la manovra. Tra queste, l’intervento sulle banche «ci sarà», preannuncia Salvini. Al Mef, al momento, l’attenzione è tutta sul prossimo negoziato con Bruxelles. Certo Giancarlo Giorgetti ha già sulla scrivania la lista della spesa che quasi tutti i ministri gli hanno portato. Che si tratti dell’ultima manovra prima delle elezioni è consapevole, come lo è la premier, e sa che le richieste si moltiplicheranno. Ma non si recederà dal tenere i conti in ordine, la linea condivisa con Palazzo Chigi. Durante la chiacchierata tra leader - c'era anche il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi - l’anno elettorale è rimasto sullo sfondo, ma si sarebbe ribadito che non ci sono porte aperte per Roberto Vannacci nella coalizione, nemmeno per la tornata di comunali, altro appuntamento clou del 2027 accanto alle politiche. Il niet sarebbe granitico, almeno al momento. Perché anche attorno alla premier c'è chi riflette su Futuro nazionale e sul peso che potrebbe avere. Senza compattare tutte le forze di centrodestra il rischio di perdere le elezioni c'è. Ma è un rischio che, a ora, Meloni sarebbe pronta a correre.