Esigenze cautelari attenuate e concessione degli arresti domiciliari ai viestani Valentina Notarangelo di 24 anni, soprannominata “Cintaridd”, nomignolo della famiglia; e Yuri Dimauro, ventenne, finiti in carcere il 27 giugno scorso nel blitz antidroga sull’asse Vieste/Ascoli Satriano contrassegnato da 5 arresti. Il Tribunale della libertà di Bari ha accolto il ricorso dell’avv. Francesco Santangelo per la Notarangelo; e del collega Salvatore Vescera per Di Mauro e attenuato la misura cautelare. L’avv. Santangelo discutendo solo sulle esigenze cautelari ha rimarcato lo stato di incensuratezza della sospettata; l’avv. Vescera chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. Le motivazioni dei provvedimenti del Tdl saranno depositate nelle prossime settimane.
Valentina Notarangelo, figlia di Angelo l’ex capo-clan ucciso in un agguato di mafia a gennaio 2025 confessato dal pentito Marco Raduano che ne prese il posto, è la principale indagata dell’indagine di Procura e carabinieri sfociata nell’esecuzione a fine giugno di 6 ordinanze cautelari del gip del Tribunale di Foggia: 4 in carcere, 1 ai domiciliari, 1 obbligo di firma. I fatti contestati risalgono all’estate 2025. La Notarangelo avrebbe ospitato a Vieste il coindagato Antonio Montemorra ventunenne di Ascoli Satriano arrestato nel blitz, “quale addetto agli spacci che la donna a fronte dell’enorme afflusso turistico a Vieste non avrebbe potuto gestire e soddisfare da sola, tanto che lo spaccio richiedeva un presidio attivo 24 ore su 24” si legge negli atti d’indagine.








