Un laboratorio per confezionare droga allestito in una casa popolare occupata abusivamente, una nonna e il nipote arrestati dai carabinieri, oggetti “particolari” come un carapace di tartaruga “caretta caretta” e due zanne in avorio di elefante trovati sopra il vano ascensore.

E’ avvenuto il 18 giugno e, dopo qualche giorno, la loro posizione è stata sottoposta al vaglio della gip Isabella Valenzi, che ha disposto la custodia in carcere per il 21enne Francesco Crudele (difeso dall’avvocato Gaetano Sassanelli), su richiesta del pm Claudio Pinto.

Era lui – secondo gli inquirenti – il proprietario della droga trovata nell’abitazione della nonna 58enne, in via Giustina Rocca a Japigia. All’interno 60 grammi di marijuana e 170 di hashish. Presenti anche le chiavi di un altro alloggio della stessa palazzina, nel quale è stata trovata la vera sorpresa. Niente mobili né suppellettili, considerato che la legittima assegnataria era deceduta da tempo, ma molto materiale per confezionare dosi di stupefacenti pronte per il mercato. E poi 400 grammi di hashish, 300 di marijuana e 313 di cocaina in un unico pezzo.

Crudele, stando all’interpretazione della gip, non è un disoccupato di periferia ma «un libero professionista nel campo dello spaccio delle sostanze stupefacenti». «Interno a circuiti criminali» lo definisce l’ordinanza, al punto da temere per la propria vita, come dimostrerebbe il fatto che da qualche mese aveva acquistato un giubbotto antiproiettile.