<p>Dal 1990 le retribuzioni lorde <strong>sono diminuite in media del 6,6% in termini reali</strong>, «con una contrazione concentrata nella parte bassa della distribuzione».

E nello stesso arco temporale, «la debole dinamica salariale è stata affiancata dalla <strong>diffusione del lavoro a tempo parziale</strong> e da una crescente segmentazione del mercato del lavoro per settore, tipologia contrattuale e qualifica, che hanno accentuato la dispersione delle retribuzioni lorde».

Questa la fotografia della nota dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), intitolata «La dinamica retributiva e il ruolo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche». </p> <p> </p> <p>In questo contesto, <strong>l'Irpef ha inciso in modo sempre più rilevante nel contenere le disuguaglianze prodotte dal mercato del lavoro</strong>.

Le riforme - in particolare l'introduzione del bonus Irpef nel 2014 e la riforma del 2025, che ha trasposto gli sgravi contributivi nell'imposta - hanno progressivamente ridotto il prelievo su<strong>i redditi da lavoro dipendente bassi e medi,</strong> «mentre per i redditi più elevati il carico effettivo è aumentato, soprattutto per effetto del drenaggio fiscale legato alla mancata indicizzazione dei parametri dell'imposta», ha segnalato l’Upb. </p> <ul class="leggi-anche"> <li><i>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/debito-pubblico-upb-impatto-del-pnrr-sul-valore-del-pil-dell-1-8-privatizzazioni-cruciali-per-la-202606101259413848">Debito pubblico, Upb: impatto del Pnrr sul valore del pil dell’1,8%.