Il Sud nella morsa degli incendi, favoriti dal caldo estremo, mentre sul Nord è alle prese con temporali e grandinate. Salgono a 18 le città con bollino rosso, mentre mercoledì scenderanno a 7 grazie al rapido calo delle temperature. In Sardegna, i roghi hanno interessato migliaia di ettari di pascoli e colture andati in fumo, con animali morti, alveari, scorte di foraggio, strutture e capannoni bruciati. Le prime stime indicano danni per 10 milioni di euro ma, secondo Coldiretti, il conto è destinato a salire tanto che la sezione sarda della confederazione ha chiesto un intervento della Regione. Situazione difficile anche in Sicilia, dove è allerta rossa, con pascoli e capannoni andati a fuoco nella zona di Castornovo di Sicilia (Palermo), così come in Puglia e in Calabria, con fiamme a ridosso delle abitazioni nel Vibonese e nel Catanzarese, roghi in aree industriali e depositi nel Crotonese. Un vasto incendio appiccato ieri nel Comune di Papasidero, nel Cosentino, e ancora attivo oggi ha interessato circa 10 ettari di superficie, distruggendo macchia mediterranea e alberi di alto fusto. Al momento le fiamme non minacciano il centro abitato, ma nella sera di ieri hanno interessato le strutture del Santuario di Santa Maria di Costantinopoli, situato in una zona isolata. Situazione complessa anche sul Pollino dove un vasto incendio ha interessato l’area protetta del Parco nazionale, in particolare i territori comunali di Castrovillari e Frascineto. Le fiamme sono risalite lungo i versanti montani, rendendo particolarmente complesse le operazioni di spegnimento a causa dell’impervia orografia del territorio, ma questa mattina pare che l’emergenza stia rientrando. Ma dal vescovo di Cassano in Calabria, ai sindacati in Sicilia, si parla di “atti criminali” veri e propri e di territori devastati anno dopo anno.