Non solo temperature alte che colpiscono e soffocano le città, per Sardegna e Piemonte è scattata anche l’emergenza incendi. Le due regioni, infatti, hanno dovuto fare i conti con le fiamme che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione impegnando centinaia di persone tra volontari, addetti antincendio e Vigili del Fuoco.

900 ettari in fumo

I maggiori danni, secondo una prima stima, si sono registrati in Piemonte dove sono stati ridotti in cenere circa 900 ettari di vegetazione. E sono andati perduti 700 mila alberi in quella che la Regione ha definito «una vera e propria catastrofe ecologica». Anche perché le fiamme hanno compromesso la «biodiversità locale, serviranno dai 2 ai 5 anni per il ritorno delle prime specie vegetali e dai 50 ai 70 perché gli ecosistemi di querce, faggi e conifere d’alto fusto colpiti in queste ore riacquistino la struttura originaria».

500 persone in campo e 60 mezzi

Una svolta a tarda sera grazie alle piogge e all’intervento del personale a terra e in aria, in campo 500 persone e 60 mezzi che hanno lavorato per spegnere le fiamme e bonificare le aree. « Continuiamo a seguire con il massimo impegno, con uomini e mezzi, l’evolversi dei diversi fronti di incendio in Piemonte - hanno fatto sapere il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori alla Protezione civile Marco Gabusi e all’Ambiente Matteo Marnati-. La situazione climatica e meteorologica che coinvolge l’intera Pianura Padana dura ormai da settimane, con temperature ben oltre la media stagionale e pochissime piogge, e implica la prosecuzione della massima allerta per il rischio incendi». Per lunedì è stato convocato il tavolo per l’emergenza idrica.