È riuscito a far discutere e dividere anche a distanza di 25 anni dalla sua morte, avvenuta il 22 luglio 2009, all’età di 92 annidi Dario Pregnolatomartedì 21 luglio 20262' di letturaEsercizio superfluo quello di provare a chiudere gli occhi e ad immaginare che Indro sia ancora vivo. Perché in realtà, Montanelli è “sopravvissuto a se stesso”, riuscendo a far discutere e dividere anche a distanza di venticinque anni dalla sua morte, avvenuta il 22 luglio 2009, all’età di 92 anni e 46 chili. Numeri esemplificativi della sua «lunga e tormentata esistenza» incastonata nella storia, quella del suo secolo: il Novecento. Che Indro, nato il 22 aprile 1901, ha vissuto, incarnato, raccontato e accompagnato fino al tramonto, giganteggiando su tutti gli astanti. Rifiutò ogni appartenenza, perché Montanelli era un unicum, un solista o, per dirla con Longanesi, «un misantropo che cerca compagnia per sentirsi più solo».SEMINATORE DI ZIZZANIA
Controcorrente e contraddittorio, come testimonia la sua unica amicizia politica, da monarchico qual era, con il repubblicano Ugo La Malfa. Non classificabile politicamente e condannato alla solitudine professionale «un disordinato assolutamente refrattario al lavoro di team e animato da uno spirito d’indipendenza che spesso sconfina nella riottosità», fedele al suo quarto nome Schizogene, che significa “seminatore di zizzania”, come testimoniano le tante dolorose separazioni, duelli infiniti, battaglie perse (tante). Voleva essere «soltanto un giornalista», è diventato, invece, tante cose ad un tempo. È stato fascista, criticandone il “ducismo”, dai fascisti che mal digerivano i suoi articoli rischiò di venire ucciso. Dopo l’8 settembre fu arrestato dai nazisti (fuggirà da San Vittore, grazie a sua madre Maddalena che si ammalava e guariva per il figlio), ma non diventerà mai resistenzialista. Diceva di avere una preoccupazione, quella di non diventare un monumento, «perché i monumenti sono troppo frequentati dai piccioni». Profetico e lungimirante, considerati i ripetuti atti vandalici contro la sua statua ai Giardini pubblici di Porta Venezia che portano il suo nome. Fosse in vita chiederebbe lui l’abbattimento, allergico com’era alla retorica e alle commemorazioni, ma almeno si è risparmiato l’onda moralista del neofemminismo.Ma quale fascismo.... Ragazzi di Buda inno di libertàNei suoi scritti sulla tv Umberto Eco spiegava che ci sono tre modi per raccontare che il signor Tizio uscendo di casa &...PROFETICO












