Il rigetto, da parte del Tar Calabria, della richiesta cautelare avanzata dalla Regione sul referendum relativo ai sottosegretari regionali diventa terreno di scontro politico. A intervenire è il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, che legge la decisione dei giudici amministrativi come una conferma delle ragioni sostenute dall’opposizione fin dall’inizio della vicenda.“Il presidente Occhiuto, sui sottosegretari da 14 mila euro al mese e senza funzioni, è stato fermato anche dal Tar. Gli ‘sfigati’, ancora una volta, avevano ragione”, esordisce Bruno, richiamando l’espressione utilizzata in passato dal governatore nei confronti dei promotori della battaglia referendaria.

“Le nostre ragioni meritano di essere esaminate”

Secondo il capogruppo di Tridico Presidente, la decisione del Tribunale amministrativo rappresenta un passaggio significativo.“Occhiuto ci ha liquidati con sufficienza, arrivando persino a definirci ‘gli sfigati’. I fatti, però, dicono altro. Il Tar ha respinto la richiesta della Regione di bloccare in via d’urgenza il procedimento referendario, confermando che le nostre ragioni meritano di essere pienamente esaminate. È l’ennesima dimostrazione che avevamo visto giusto e che la nostra non era una battaglia ideologica, ma una battaglia di legalità e di rispetto delle istituzioni”, afferma Bruno.