Dal 21 luglio per le aziende, i professionisti e gli influencer che promuovono iniziative benefiche ci sono nuovi obblighi di trasparenza a tutela dei consumatori: il più importante è che devono indicare chiaramente quanta parte del prezzo del prodotto che stanno sponsorizzando finisce effettivamente alle organizzazioni benefiche. Inoltre non si potranno più usare formule vaghe come «una parte del ricavato andrà a sostegno» di questa o quella associazione.

Lo stabilisce la cosiddetta «legge beneficenza», conosciuta nelle prime fasi in parlamento come «ddl Ferragni», dato che disciplina il comportamento al centro del caso mediatico dei pandori Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, sollevato tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

Il nome deriva dalla nota influencer Chiara Ferragni, accusata di truffa aggravata – e poi prosciolta in primo grado – per aver pubblicizzato l’acquisto di pandori del marchio Balocco. Secondo l’accusa, la campagna lasciava intendere che la vendita di ogni pandoro avrebbe contribuito a una donazione all’ospedale Regina Margherita di Torino, mentre in realtà la cifra donata era già stata stabilita in precedenza da Balocco, a prescindere dalle vendite. Prima del processo, per questa vicenda Ferragni e Balocco ricevettero una multa di 1,4 milioni di euro per pratica commerciale ingannevole dall’AGCM, l’autorità per la concorrenza anche conosciuta come Antitrust.