Entra in vigore la cosiddetta “Legge beneficenza” (Legge 19 giugno 2026, n. 120), nata dopo il caso Balocco e ribattezzata anche “Legge Ferragni”, che introduce nuovi obblighi di trasparenza per aziende, professionisti e influencer che promuovono prodotti legati a iniziative solidali

Dopo i vari Pandori gate e uova di Pasqua, influencer e aziende dovranno d’ora in poi fare i conti con la cosiddetta “Legge beneficenza” (passata alla storia italica, non a caso, anche come “ddl Ferragni”), che prevede nuovi obblighi di trasparenza a tutela dei consumatori.

Dal 21 luglio è infatti scattato l’obbligo per aziende, professionisti ed influencer di indicare in maniera chiara ed evidente quale quota del prezzo del prodotto si sponsorizza va a finire effettivamente in beneficenza (Legge 19 giugno 2026, n. 120 – “Disposizioni in materia di trasparenza delle erogazioni e delle iniziative di beneficenza collegate alla commercializzazione di prodotti e servizi”).

Cosa cambia

In sostanza, non dovremo più sentire o vedere formule tipo “una parte del ricavato andrà a sostegno di…”, ma si dovrà segnalare in maniera chiara quale sia l’organizzazione interessata, di cosa si occupa e quale cifra esatta percepisce. Noi consumatori, in soldoni, dovremo sapere esattamente – in percentuale o con l’importo in dettaglio – quanta parte del prezzo di vendita del prodotto o servizio è destinata in beneficenza.