Progettare un farmaco, sviluppare una batteria, simulare un giacimento o una rete elettrica, testare un nuovo materiale. Attività molto diverse tra loro, accomunate oggi da un’unica tecnologia: il supercalcolo, o High Performance Computing (Hpc). Una tecnologia diventata strategica per l’industria e, sempre più, per la competitività economica dei Paesi. È questa evoluzione, ancora prima dell’esplosione dell’intelligenza artificiale (AI), ad alimentare una corsa mondiale agli investimenti.

Il mercato globale del supercalcolo valeva 58,2 miliardi di dollari nel 2025, secondo Hyperion Research, uno dei principali osservatori internazionali del settore Hpc. Ancora più dinamico è il segmento che integra supercalcolo e intelligenza artificiale: qui il valore complessivo del mercato supera i 70 miliardi di dollari ed è destinato a sfiorare i 140 miliardi entro il 2030. Nel solo 2025 la crescita è stata del 17%, quasi il doppio del ritmo registrato prima dell’esplosione dell’AI generativa.

La dinamica del mercato riflette una trasformazione più profonda. Per anni il supercalcolo è rimasto confinato nei grandi centri di ricerca, oggi è entrato stabilmente nei processi di progettazione e sviluppo delle imprese, diventando uno strumento per ridurre i tempi della ricerca, contenere i costi dei prototipi e accelerare l’innovazione in un numero crescente di settori industriali.