Segnali sempre più preoccupanti per l’economia russa.

Mentre gli attacchi alle navi e ai porti rischiano di mettere a soqquadro il mercato mondiale del grano, la Borsa di Mosca non riesce a fermare la sua lenta e inesorabile discesa da cinque mesi a questa parte.

La crisi della benzina, causata dal bombardamento delle infrastrutture energetiche da parte dei droni ucraini, e i buchi di bilancio nel budget statale sono grattacapi non da poco per il Cremlino a due mesi dalle legislative di settembre.

Ma non solo.

Il sistema bancario si sta preparando al prossimo inevitabile aumento del tasso di interesse da parte della Banca centrale russa, che ha l’obiettivo di tentare di attutire la nuova vampata di inflazione, causata dall’impennata dei prezzi dei carburanti.