di Meduza
Gli attacchi con i droni ucraini hanno spinto la Russia in una crisi dei carburanti e le sue conseguenze si fanno già sentire in tutti i settori dell’economia: l’inflazione sta accelerando, la produzione industriale sta rallentando e il PIL del paese sta sprofondando sempre più nella stagnazione. Ma l’entità dei danni dipende direttamente dalla capacità dell’Ucraina di mantenere l’intensità della sua campagna con i droni.
Di quanto potrebbero aumentare i prezzi?
L’aumento dei prezzi della benzina, causato dagli attacchi ucraini alle raffinerie di petrolio russe, ha spinto l’inflazione verso l’alto. Secondo le stime della Banca Centrale russa, l’inflazione mensile a giugno ha registrato un’accelerazione fino al 10,6% su base annua destagionalizzata, in aumento rispetto al 2% di maggio. Questa tendenza rischia di far lievitare i costi di trasporto delle merci, che a loro volta si ripercuotono sul prezzo di quasi tutti i beni di consumo.
Tuttavia, il forte rincaro del carburante è un fattore volatile e una tantum. L’entità del suo impatto finale sull’inflazione e sulla produzione dipenderà da quanto a lungo le forze armate ucraine riusciranno a mantenere — o a intensificare — il ritmo degli attacchi alle raffinerie russe.







