Samarate (Varese) – Si avvia verso la conclusione il processo davanti alla Corte d'Assise di Busto Arsizio a carico di Vincenzo Gerardi, imputato per l'omicidio dell'ex moglie Teresa Stabile, uccisa nell'aprile 2025 con 16 coltellate nel cortile del condominio di Samarate dove i due continuavano a vivere, pur essendosi già separati.
La responsabilità materiale dell'omicidio non è in discussione: Gerardi fu arrestato in flagranza e confessò il delitto. A dividere accusa e difesa è invece la qualificazione giuridica dei fatti, in particolare la contestata aggravante della premeditazione, dalla quale dipende anche l'entità della pena.
Nel corso dell'ultima udienza si sono confrontate le tesi della parte civile e della difesa. L'avvocato Cesare Cicorella, affiancato dalla collega Manuela Scalia, ha ribadito la richiesta di condanna all'ergastolo, associandosi alla richiesta già formulata dal pubblico ministero Ciro Caramore. Nel suo intervento ha ricordato il dolore dei figli e dei familiari della vittima, sostenendo che l'imputato non avrebbe manifestato un autentico pentimento durante il processo e che dalle sue dichiarazioni ci si sarebbe aspettati, prima di tutto, una richiesta di perdono rivolta ai figli.











