Si chiama “Manifesto Fertilità 2030” ed è il tentativo di dare una risposta concreta, organica e coraggiosa a un Paese che da troppi anni assiste, quasi rassegnato, allo svuotamento progressivo delle sue culle. L’anno scorso in Italia le nuove nascite sono scese a circa 355 mila, segnando un minimo storico che, oltre a essere una statistica sconfortante, è la fotografia di una società che invecchia soltanto e si rimpicciolisce. Diverse le cause, dalla precarietà economica all’incertezza sul futuro. Motivi ai quali se ne aggiunge uno meno conosciuto: circa due milioni e mezzo in meno donne in età fertile in meno rispetto a vent’anni fa. Proprio per spezzare questa catena l’Associazione italiana fertilità ha deciso di riunire le sue proposte in un unico documento guida, pensato per accompagnare istituzioni e cittadini verso un cambiamento profondo.

Manifesto della fertilità, essere informati prima che sia troppo tardi

Il primo ostacolo su cui il Manifesto invita a riflettere è di natura squisitamente culturale. Nonostante il flusso continuo di notizie, il tema della salute riproduttiva rimane un argomento sommerso da troppi tabù o falsi miti, come l’idea illusoria che la medicina moderna possa fare miracoli a qualsiasi età. L’associazione propone di portare la prevenzione direttamente nelle aule scolastiche. Spiegando ai giovani in modo semplice, per esempio, come il fumo, l’alcol, lo stress e certi stili di vita possano incidere sulla salute riproduttiva futura.