L’Associazione italiana fertilità presenta il “Manifesto per la fertilità 2030” mentre cresce il ricorso alla procreazione medicalmente aassistita: nel 2024 coinvolte oltre 92mila coppie. L’ente chiede più prevenzione, accesso uniforme alle cure e riforme per sostenere natalità e diritti riproduttivi. Dieci parlamentari sottoscrivono la proposta.

“Un pezzo di vita, più o meno lungo, in cui si mette in pausa tutto il resto, un percorso doloroso e difficile che però rafforza la certezza del proprio desiderio di genitorialità”. È così che Martina Veltroni racconta la sua esperienza di procreazione medicalmente assistita (Pma) come donna single. Una storia che non ha potuto vivere in Italia, ma in Spagna, perché nel nostro Paese questa tecnica non è accessibile a chi non ha un partner. La sua testimonianza è stata al centro del primo congresso dell'Associazione Italiana Fertilità (Aife), “Ri-nascita, una storia da scrivere”, durante il quale sono stati presentati i dati aggiornati al 2024 sul ricorso alla Pma in Italia: oggi un bambino su 20 nasce grazie a queste tecniche.

A farne uso sono sempre più coppie, oltre 92mila nel 2024. Le donne che iniziano questo percorso hanno un'età sempre più elevata, in media 37 anni al primo parto, contro i 32 di chi concepisce naturalmente. Restano però forti differenze territoriali nell'accesso ai trattamenti, con un netto divario tra Centro-Nord e Centro-Sud, nonostante l'ingresso della Pma nei livelli essenziali di assistenza (Lea) del Servizio sanitario nazionale. Alla luce dell'aumento del ricorso alla Pma e del calo della natalità nel nostro Paese, l'Aife ha presentato il “Manifesto della fertilità 2030”, una proposta per integrare stabilmente la salute riproduttiva nel sistema sanitario, puntando su prevenzione, diagnosi precoce, preservazione della fertilità e welfare. “La salute riproduttiva deve essere al centro delle politiche sociali: non manca il desiderio di concepimento, ma bisogna che lo Stato e che la politica accompagnino le donne in percorsi di informazione, di prevenzione e di preservazione della fertilità; una presa in carico a tutto tondo”, spiega a Fanpage.it la presidente dell'associazione, Laura Rienzi.