POLESELLA - La scuola dell'infanzia Pietro Selmi non potrà costituirsi parte civile nel processo per presunti maltrattamenti a carico delle tre maestre finite a giudizio davanti al tribunale di Rovigo. Lo ha deciso ieri il giudice Sara Zen nel corso dell'udienza dedicata alle questioni preliminari e alle richieste istruttorie nel procedimento che vede imputate Marina Nardo, 58 anni, Sonia Fugagnoli, 61, e Martina Zaia, 45 anni. La scuola aveva avanzato richiesta di costituzione di parte civile chiedendo anche la rimessione in termini per poter presentare domanda di risarcimento dei danni d'immagine derivanti dall'inchiesta. Le difese delle tre insegnanti, rappresentate dagli avvocati Giorgio Crepaldi, Angela Zambelli, Gianluca Masiero e Ivan Agnesini, si sono però opposte sostenendo la tardività della richiesta e contestando la fondatezza dell'istanza.

I LEGALI Secondo i legali delle imputate, infatti, la scuola era già pienamente a conoscenza della pendenza del procedimento e avrebbe potuto avanzare eventuali richieste risarcitorie nei tempi previsti dal codice. Eccezioni accolte dal giudice che ha quindi dichiarato inammissibile la costituzione di parte civile della Pietro Selmi. Nel corso dell'udienza è stata invece accolta la richiesta avanzata dalle parti civili già costituite, cioè i minori coinvolti nel procedimento tramite le rispettive famiglie, di citare nel processo la cooperativa Il Raggio Verde come responsabile civile. Si tratta del soggetto che potrebbe essere chiamato a rispondere civilmente di eventuali danni qualora dovessero essere accertate responsabilità penali e conseguenti obblighi risarcitori. Il giudice ha quindi disposto la citazione della cooperativa e rinviato il procedimento all'udienza del 21 luglio. «Siamo pronti ad affrontare il dibattimento affermano gli avvocati della difesa che vedrà la formazione di evidenze sia fattuali sia tecniche grazie alla nomina di due consulenti tecnici da parte delle difese. Siamo certi che il processo disvelerà la reale dinamica degli eventi ed escluderà qualsiasi forma di maltrattamento, a nostro parere mai avvenuto». I legali ribadiscono inoltre la convinzione dell'estraneità delle loro assistite rispetto alle accuse contestate dalla Procura. «Il giudizio sarà lungo e complesso aggiungono ma siamo pronti a dimostrare al giudice l'insussistenza di qualsiasi forma di malversazione nei confronti dei piccoli alunni da parte delle maestre. Le nostre clienti hanno sempre svolto il proprio dovere con cura e attenzione nel solo obiettivo di accudire e istruire i bambini verso i quali hanno sempre dimostrato amore ed attenzione». Di segno opposto il commento di una delle madri dei bambini costituiti parte civile. «Sono contenta abbiano chiamato in causa Il Raggio Verde. Si allunga di un po', ma pazienza. La cooperativa avrebbe potuto vigilare meglio. È giusto che vengano accertate ulteriori responsabilità».Bambini dell'asilo aggrediti e umiliati dalle loro tre maestre: sospensione di un anno dall'insegnamento. «I piccoli disprezzati e colpiti con i pugni»