PADOVA - Sei mesi in meno. Uno sconto tecnico figlio delle attenuanti considerate prevalenti sulle aggravanti che hanno così portato la Corte d'Appello di Venezia a condannare a 1 anno e 6 mesi l'ex infermiere Emiljan Siqeca, 42 anni di origine albanese, accusato di aver palpeggiato in corsia una tirocinante dell'ospedale. Una riduzione arrivata nonostante, scrivono i giudici d'Appello nella motivazione, "quanto quello accaduto si è ripercosso sulla credibilità dell'ente e degli stessi dipendenti". In primo grado il 42enne infermiere - poi licenziato dall'Azienda ospedaliera - era stato condannato a 2 anni dal giudice dell'udienza preliminare Maria Luisa Materia.

La vicenda La notte del 2 dicembre 2023 i carabinieri erano arrivati al Giustinianeo dopo la chiamata di un uomo che raccontava degli abusi sessuali subiti dalla figlia, tirocinante residente nel Bellunese e a lavoro in ospedale, da parte di un collega infermiere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 42enne ex infermiere, da tempo dipendente dell'Azienda ospedaliera di Padova, aveva avvicinato la giovane tirocinante mentre entrambi erano impegnati nel turno di notte, approfittando di alcuni istanti durante i quali non erano presenti altre persone. Un vero e proprio assalto, nel quale pesanti apprezzamenti verbali si sono uniti a un'aggressione fisica. La ragazza ha denunciato ai carabinieri di essere stata palpeggiata per lungo tempo e l'uomo avrebbe anche cercato di spingerla a terra e costringerla a un rapporto sessuale. Momenti interminabili durante i quali lei non avrebbe mai smesso di divincolarsi dalla presa dell'assalitore, tentando di allontanarlo in ogni modo e avvertendo il padre non appena era riuscita a liberarsi, nascondendosi in un vano di servizio della struttura. Era stato quindi il papà della vittima a chiamare i carabinieri che avevano bloccato e arrestato l'infermiere. Contratto stracciato Con le indagini ancora in corso, il 42enne era stato sospeso in via cautelativa dall'ospedale. A inizio febbraio 2024, nemmeno due mesi dopo l'arresto, era arrivata poi la decisione dell'allora direttore generale dell'Azienda-Ospedale, Giuseppe Dal Ben, con la quale veniva interrotto seduta stante il contratto: da quel momento il 42enne ha cambiato vita dicendo di non avere più alcuna intenzione di tornare in corsia. Il pm Sergio Dini, quindi già in primo grado, aveva riqualificato l'accusa di violenza sessuale nell'ipotesi di minore gravità del fatto. Così anche i giudici lagunari hanno riconosciuto il reato commesso dall'ex infermiere, ma hanno deciso per uno sconto di sei mesi sulla pena. Nessun risarcimento è stato invece disposto nei confronti della vittima, parte civile con l'avvocata Aurora D'Agostino, e dell'ospedale di Padova, che aveva chiesto i danni assistito dal penalista Alberto Berardi, rimandando il tutto davanti al giudice civile. Il 42enne era stato accusato anche di un secondo episodio di violenza sessuale, avvenuto nel 2022, sempre ai danni di una tirocinante. La ragazza, spaventata, aveva segnalato quanto le era accaduto ai suoi superiori e dell'episodio era stata informata la direzione delle professioni sanitarie, ma il fatto non è mai approdato in un'aula di tribunale.