Minuscoli pori, grandi appena pochi nanometri, attraverso i quali l’organismo elimina le cellule danneggiate o infette e mette in moto la risposta immunitaria. Un meccanismo fondamentale, finora conosciuto ma mai osservato direttamente con questo livello di precisione. A riuscirci è stato un gruppo internazionale coordinato dalla scienziata calabrese Katia Cosentino, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Science Advances, potrebbe offrire nuovi strumenti per comprendere e, in prospettiva, controllare alcuni processi coinvolti nei tumori, nelle infezioni e nelle patologie caratterizzate da infiammazione cronica. Non si tratta ancora di una nuova cura contro il cancro, ma di una scoperta di base che permette di vedere ciò che, fino a oggi, gli scienziati avevano potuto soltanto ricostruire indirettamente: la formazione dei pori responsabili della piroptosi, una particolare forma di morte cellulare infiammatoria.

Fotografati i pori prodotti dalla Gasdermina D

Al centro dello studio c’è la Gasdermina D, una proteina capace di aprire veri e propri varchi nella membrana delle cellule. Quando viene attivata, si aggrega e forma dei pori che alterano l’equilibrio cellulare, favorendo la morte della cellula e la liberazione di segnali infiammatori.