Nuovi progressi nel contrasto ai tumori. Una ricerca coordinata dall’Università di Torino ha individuato un meccanismo con cui i tumori possono indebolire le difese immunitarie. Lo studio, guidato dalla professoressa Teresa Manzo del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute e pubblicato sulla rivista internazionale Science Immunology, dimostra che alcuni lipidi presenti nell’ambiente tumorale possono compromettere direttamente l’efficacia del sistema immunitario.

Di cosa parliamo

Al centro della scoperta vi è il palmitato, un acido grasso che si accumula frequentemente in diversi tumori solidi. I ricercatori hanno osservato che questo lipide non influisce solo sulle cellule tumorali, ma agisce anche sui linfociti T CD8, cellule fondamentali per riconoscere e distruggere quelle malate.

L'insidia

I risultati mostrano un effetto sorprendente: mentre il palmitato può aiutare le cellule tumorali a crescere e adattarsi meglio, nelle cellule immunitarie provoca invece un indebolimento profondo. I linfociti T perdono energia, funzionano meno efficacemente e diventano meno capaci di eliminare il tumore. In altre parole, lo stesso elemento presente nel tumore può contemporaneamente favorire la malattia e ostacolare la risposta immunitaria.