Il tumore al polmone non si limita a crescere e diffondersi: sa anche difendersi. E lo fa in modo sorprendentemente sofisticato, costruendo una sorta di barriera che impedisce al sistema immunitario di attaccarlo. È quanto emerge da una nuova ricerca coordinata dai ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), pubblicata sulla rivista scientifica Journal for ImmunoTherapy of Cancer. Lo studio aiuta a spiegare perché l’immunoterapia, una delle strategie più innovative nella lotta contro i tumori , non funziona per tutti i pazienti. Questo tipo di trattamento, infatti, si basa sull’idea di “riattivare” le difese naturali dell’organismo contro il cancro. Ma se il tumore riesce a nascondersi o a rendersi inaccessibile, anche il sistema immunitario più attivo può avere difficoltà a colpirlo.

Al centro della scoperta c’è una proteina chiamata hMENA, che agisce come una sorta di regista all’interno dell’ambiente che circonda il tumore. In particolare, regola l’attività dei fibroblasti associati al cancro: cellule che non sono tumorali, ma che finiscono per aiutare il tumore a crescere e a resistere alle cure. Per capire meglio, si può immaginare il tumore come una fortezza. Le cellule cancerose sono il “cuore” della struttura, ma intorno a loro operano cellule di supporto che rafforzano le difese. I fibroblasti, guidati da hMENA, contribuiscono proprio a questo: creano un ambiente ostile per le cellule immunitarie, impedendo loro di entrare in azione.