Una ricerca internazionale, coordinata dal Mayo Clinic Comprehensive Cancer Center, ha rivelato che l'aggiunta dell'immunoterapia alla chemioterapia standard post-operatoria riduce del 50% il rischio di recidiva e di morte nei pazienti affetti da tumore al colon al terzo stadio con una specifica firma genetica. Il risultato, pubblicato sul New England Journal of Medicine, sta già cambiando il trattamento di questa patologia, offrendo benefici senza precedenti per i pazienti.

Terapie cellulari più efficaci se si colpisce lo scudo di zuccheri intorno alle cellule malate

09 Marzo 2026

La sfida al tumore al colon

Il carcinoma del colon-retto è una delle neoplasie più diffuse nel mondo occidentale, e la sua frequenza sta aumentando anche nelle persone con meno di 50 anni. Nonostante lo screening abbia un impatto positivo nell’intercettare casi in fasi precoci, dando maggiori chance di successo, non tutti i tumori rispondono allo stesso modo alle terapie. Il 15% dei casi di cancro del colon, per esempio, presenta una particolare firma genetica che rende la malattia meno sensibile alla chemioterapia e che dà spesso recidive. Questa anomalia è chiamata deficit di riparazione del disaccoppiamento del Dna, o dmmr (deficient Dna mismatch repair), ed è una condizione per cui le cellule non sono in grado di correggere gli errori che avvengono naturalmente quando il Dna viene copiato durante la divisione cellulare. Quello che è stato notato dai ricercatori del Mayo Clinic, però, è che questi tumori sono circondati da un alto numero di cellule infiammatorie e immunitarie, le stesse che sono bersaglio di farmaci immunoterapici, che agiscono proprio per stimolare le difese dell’organismo e renderle più efficaci nell’attaccare le cellule malate.