e Francesco Moroni
Erano nascosti tra le fila di chi chiedeva "giustizia e verità per Fakir", i duecento antagonisti che hanno trasformato in un campo di battaglia piazza Roosevelt, via Ugo Bassi e le strade limitrofe del centro. Strade, ancora una volta, teatro di scontri con la polizia, tra lanci di bottiglie di vetro, bombe carta, oggetti e cartelli stradali da un lato e la repressione delle forze dell’ordine con lacrimogeni e idranti dall’altro. Mentre la famiglia di Fakir aveva chiesto "non odio né vendetta" dalle scale della Salaborsa, così come gli organizzatori del corteo dei collettivi che si è spinto fin sotto la Prefettura, alcuni hanno invece deciso di andare oltre. Come era successo per Ramy, in una notte di devastazione che nessuno scorderà mai. Esattamente come quella di ieri.
Dopo i primi contatti e il faccia a faccia del pomeriggio tra gli attivisti (erano circa quattromila in piazza, dove c’era anche la famiglia di Abderrahim Fakir, con la sorella Kadjia, svenuta per un calo glicemico e soccorsa dal 118, e il discorso della nipote Yosra) e le forze dell’ordine, la serata è finita sotto una pioggia di lacrimogeni e di acqua dell’idrante per reprimere i circa duecento manifestanti che hanno lanciato di tutto contro le forze dell’ordine: bombe carta, sedie, cartelli stradali, mezzi del bike sharing, bottiglie di vetro e massi e transenne recuperati dal cantiere, divelto, di via Rizzoli. Il fumo dei lacrimogeni e l’aria irrespirabile sono arrivati fino in piazza Maggiore, dove in corso c’era la proiezione, poi interrotta, de I Pirati dei Caraibi per la rassegna ’Sotto le stelle del cinema’. Nemmeno questo ha fermato i violenti. Che hanno continuato a colpire le forze dell’ordine, provocando almeno cinque feriti tra i poliziotti (altri sei si sono registrati tra gli attivisti). Almeno tre sono quelli che hanno richiesto un medico tra le fila dei manifestanti, tra i quali c’erano volti noti dei collettivi universitari, di Tpo, Labàs e i comitati popolari del Pilastro. Tanti anche i ragazzini col volto travisato, affianco ai professionisti del disordine. Due, invece, i fermati.











