HomeRavennaCronacaRapina alle gioiellerie Esp. In due subito a processo. Puntarono la pistola contro i carabinieriNotificato il decreto di giudizio immediato ai trasfertisti foggiani per i colpi in simultanea ai danni di Sì Anelli e La Gioielleria.Notificato il decreto di giudizio immediato ai trasfertisti foggiani per i colpi in simultanea ai danni di Sì Anelli e La Gioielleria.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNon solo la spettacolare “spaccata” alle vetrine delle due gioiellerie e la fuga con un bottino da quasi 325 mila euro. Prima ancora di mettere a segno il colpo, uno dei rapinatori ha puntato la pistola contro due carabinieri liberi dal servizio intervenuti nel tentativo di fermare l’assalto. È questo uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta sulla rapina messa a segno il 10 novembre 2025 all’interno del centro commerciale Esp di Ravenna, vicenda per la quale il gip Janos Barlotti ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Alessandro Colapietra, 32 anni, e Angelo Antonio Pio Di Donato, di 27, entrambi di San Severo e detenuti nel carcere di Foggia.

Il provvedimento, richiesto dal pm Francesco Coco, significa che il processo salterà la fase dell’udienza preliminare: gli imputati hanno ora un termine di legge entro il quale potranno eventualmente chiedere di essere giudicati con riti alternativi, come l’abbreviato o il patteggiamento. La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per il tema delle rapine ai danni dei gioiellieri, mentre continua a far discutere anche la vicenda di Mario Roggero, il commerciante cuneese che reagì a una rapina uccidendo i banditi e che ora è finito in carcere dopo la condanna definitiva. Secondo l’accusa, i due imputati avrebbero agito insieme ad altri due complici ancora da identificare. Travestiti con maschere in lattice e armati di pistola, poco prima della chiusura del centro commerciale si sarebbero divisi i compiti, assaltando contemporaneamente “Sì Anelli” e “La Gioielleria”, i cui titolari potranno costituirsi parti civili. Con mazzette da muratore e cacciaviti avrebbero infranto le vetrine impossessandosi di preziosi per un valore complessivo di 325mila euro, caricando la refurtiva in sacchi sistemati all’interno di carrelli della spesa quasi fossero normali clienti (foto in alto). Viene inoltre contestata la rapina pluriaggravata, aggravata dall’uso dell’arma da fuoco, dal travisamento e dall’azione in concorso. A entrambi viene inoltre contestata la ricettazione delle due auto rubate utilizzate per il colpo, una Fiat Panda e un’Alfa Romeo Giulietta, mentre a Colapietra viene contestata anche la recidiva reiterata.