Il lupo e la lepre

Camilla si lasciò cadere sul letto di Luca come un burattino cui qualcuno avesse tagliato i fili all’improvviso. Aveva bisogno di un rifugio. Ancora una volta, le riemergeva alla mente e al cuore un nucleo di se stessa che da tempo le era diventato fondamento dell’anima. Un mondo passato che proprio tra quelle mura era stato tanto vivo, in quel momento risuonava di nuovo. Il loro piccolo mondo di bambini spudoratamente felici.

Si mise in sintonia con Luca, anzi con una sua cifra che lei sapeva essere stata sempre dentro di lui ben salda; anche “oggi”, in un tempo così difficile, il più difficile, anzi, che mai avessero attraversato.

E quella cifra era un pezzo di lui, un pezzo di loro.

Era la loro infanzia. Camilla voleva ricordare suo fratello e se stessa bambini e desiderava il conforto di giocare di nuovo un po’ con lui. Farsi rincorrere a perdifiato, sapendo già di non poter mai competere con la sua velocità, con la sua potenza fisica e con la sua energia. Sentirlo echeggiare, scalpicciante e scalmanato, che le gridava: "Cami, vai, ora scappa come una lepre! Ti sta dando la caccia un lupo! Vai!".